Banche italiane di tessuti umani - DOSSIER

gennaio 2006

Il progetto "Banche Italiane di Tessuti Umani" prende spunto dall'opuscolo svizzero "Tossicità Legale 3; Progetto ATRA: Banche di Tessuti Umani", ed. ATRA, di cui una sintesi è stata pubblicata sulla rivista ATLA (Alternatives To Laboratory Animals), Volume 33, anno 2005, pag. 29-36 col titolo "Human Research Tissue Banks: The ATRA Project for Establishing a Human Research Tissue Bank in Switzerland".

Il progetto italiano è stato redatto a cura dell'"International Center for Alternatives in Research and Education, I-CARE".

Introduzione

Nel 1885 si scoprì che le cellule potevano essere mantenute vive in colture cellulari al di fuori del corpo. Da allora le tecniche di laboratorio per far crescere, sviluppare e mantenere cellule, tessuti e organi umani o animali in vitro (cioè al di fuori dell'organismo) sono enormemente progredite.

Parlare di organi è ormai di linguaggio comune: fegato, cuore, cervello, ecc. sono organi del corpo umano. Banalizzando si può dire che gli organi sono formati da tessuti e i tessuti, a loro volta, sono formati da cellule. Tutto questo materiale umano rappresenta una delle più importanti risorse delle ricerca biomedica. Forse rappresenta anche la più importante risorsa "sprecata" della ricerca biomedica.

È attualmente possibile usare tessuti umani per studiare malattie, conoscere le modalità di funzionamento del corpo umano, sviluppare e testare nuovi farmaci.

Molte ricerche biomediche sono effettuate utilizzando tessuti ma, in modo apparentemente illogico, sono utilizzati principalmente cellule, tessuti e organi di origine animale.

In Italia non esistono dati ufficiali sul numero di animali utilizzati per il prelievo dei tessuti ma, effettuando un confronto con la Svizzera (100 mila animali l'anno con un totale di animali usati a scopi sperimentali che è la metà rispetto all'Italia) e con il regno Unito (400 mila animali l'anno con un totale doppio di quello italiano), è ragionevole ipotizzare che siano circa 200 mila gli animali uccisi annualmente esclusivamente a questo scopo.

Spesso gli scienziati discutono delle difficoltà di estrapolare all'uomo risultati ottenuti su animali ma, in questo caso, anche lo scienziato più a favore dell'uso di animali non può se non ammettere che, potendo scegliere, sia meglio utilizzare direttamente tessuti umani che non tessuti animali per lo studio del corpo umano, delle sue malattie, delle sue cure.

Principalmente, l'uso di tessuti umani fornisce dati per la specie di interesse: gli esseri umani. Perché non utilizzarli in maniera costante invece di continuare a utilizzare tessuti animali?

Il principale problema è quello della difficoltà di un reperimento sufficiente e continuo di tessuti umani. Gli scienziati possono essere riluttanti a pianificare progetti di ricerca a medio-lungo termine senza avere la garanzia che i tessuti saranno disponibili al momento opportuno. Problema che non sussiste mantenendo animali negli stabulari e sopprimendoli al momento necessario.

Il problema della disponibilità di tessuti e organi umani per la ricerca è reale e sentito: non sono disponibili abbastanza tessuti per soddisfare la richiesta delle industrie e dei centri di ricerca pubblici.

Il materiale umano può essere ottenuto come:

  • surplus di tessuto chirurgico (che attualmente viene buttato via e diventa rifiuto sanitario)
  • tessuto da donatore (quando non adatto a trapianto)
  • tessuto post-mortem (da medicina legale)

Questo progetto ha come scopo il potenziamento della ricerca biomedica in Italia tramite la creazione e/o il supporto a una o più Banche di Tessuti Umani. Una Banca di Tessuti Umani è una struttura in grado di reperire, trattare, conservare e diffondere cellule, tessuti e organi umani.

In molti paesi, dove simili progetti sono già stati avviati, era stata evidenziata la preoccupazione che questo tipo di "donazione" di materiale umano potesse entrare in concorrenza con le donazioni per i trapianti, e quindi potesse essere malvista sia dal pubblico che dalle banche di tessuti esistenti (che si occupano solo di trapianti).

In realtà si è visto che questo non avviene, innanzitutto perché la donazione "da cadavere" avviene post-mortem, e non a cuore battente come accade per i trapianti di certi organi, e poi perché molti organi e tessuti non sono comunque utilizzabili per i trapianti.

Per un trapianto di cuore l'organo viene asportato a cuore battente, e la morte è solo cerebrale. L'organo di un paziente già morto non serve per i trapianti, ma per la ricerca sì. Quindi, anche eventuali obiezioni di tipo etico sull'espianto a cuore battente non si pongono nel caso delle donazione per ricerca, perché questa avviene post-mortem.

Per le donazioni di materiale di scarto delle operazioni, il problema non si pone assolutamente perché questo non risulta di alcuna utilità per i trapianti. Principalmente si tratta di tessuto che viene buttato via, che diventa un rifiuto sanitario e che presuppone costi di trattamento e smaltimento a spese della collettività.

Perciò, la donazione per la ricerca non si pone mai in concorrenza con quella per trapianto, e non pone problemi etici sull'espianto perché avviene dopo la morte del paziente oppure i tessuti donati sono scarti di operazioni chirurgiche.

La maggiore risorsa di biomateriali della ricerca medica viene, attualmente, buttata via.

È attualmente considerata rifiuto speciale ospedaliero che deve essere trasportato, trattato e smaltito a spese della collettività, sia in termini economici che sanitari. In tutte le nazioni, questo spreco sta costando ogni anno un numero non quantificabile di vite umane e un numero più o meno quantificabile di vite animali.

La situazione internazionale

La Banca dei Tessuti Umani del Regno Unito, UKHTB

Situata presso l'Università De Montfort a Leicester, la UKHTB è stata creata nel 1999 per ricevere tessuti umani non utilizzabili a fini di trapianto e per diffonderli successivamente come supporto per programmi di ricerca biomedica.

La UKHTB fornisce tessuti umani per la ricerca a operatori del campo biomedico delle industrie farmaceutiche e degli Istituti Universitari. La possibilità di servirsi di questi tessuti può permettere una migliore comprensione delle malattie e delle predisposizioni individuali. I responsabili della UKHTB ritengono che la sempre maggior disponibilità di tessuti umani di buona qualità e adeguatamente trattati sia essenziale nello sviluppo di nuovi farmaci e nuove terapie.

Tutti i tessuti sono utilizzati esclusivamente se ceduti volontariamente dai pazienti o dai familiari tramite un modulo che attesti il loro consenso informato. In questo modulo si motiva che i tessuti sono importanti per le ricerche e che grazie a questi le sperimentazioni sugli animali verranno diminuite. E' sottolineato che i tessuti possono anche servire alle industrie farmaceutiche. Con questa procedura non è stata riscontrata una diminuzione dei donatori per trapianti.

I tessuti possono essere di due tipologie diverse:

  • tessuti non trapiantabili prelevati da cadaveri
  • resti di operazioni

I tessuti non trapiantabili da cadaveri possono essere organi sani come lo stomaco o la vescica che possono essere utilissimi ai ricercatori per approfondire la conoscenza sulla nascita e la cura di malattie come, ad esempio, il cancro.

I resti di operazioni possono essere tessuti sani o malati che vengono prelevati durante operazioni di persone vive e che normalmente vengono buttati e diventano rifiuti ospedalieri. Anche in questo caso, sia tessuti sani sia malati possono essere utilissimi per la ricerca di nuove forme di diagnosi e di cura.

La UKHTB riceve circa 900 donazioni all'anno. Ogni genere di tessuto può essere donato, a partire dalla vescica, il fegato, la pelle, l'intestino fino ad arrivare agli occhi e alle ghiandole linfatiche. Vengono utilizzate anche piccole parti dei tessuti oltre agli organi interi.

Se non viene trovato nell'immediato un gruppo di ricerca interessato, i tessuti vengono congelati. Questi ultimi vengono forniti ai ricercatori alle stesse condizioni di quelli freschi.

La UKHTB può usufruire del supporto di consulenti specialisti in chirurgia, in medicina generale e in varie discipline scientifiche. Ad esempio, collabora con vari istituti nazionali nello studio del rapporto diabete-pancreas studiando inoltre le conseguenze del diabete sugli altri organi. Vengono sviluppate inoltre altre ricerche per lo studio delle malattie respiratorie, neurologiche ed epatiche.

Sono particolarmente interessanti gli studi che si stanno compiendo per:

  • Migliorare la qualità e la tecnica nella preparazione e gestione delle colture cellulari per testare nuovi farmaci
  • Prevenire la formazione di tumori

Data la sua posizione centrale, la UKHTB è in grado di fornire tessuti in tutto lo stato. Il suo staff di 8 persone è organizzato per essere operativo 24 ore al giorno per 365 giorni l'anno.

Vengono forniti tessuti a 63 gruppi di ricerca.

Il budget della UKHTB viene totalmente finanziato dai gruppi di ricerca che ricevono i tessuti. I costi sostenuti dalla UKHTB per ricevere i tessuti chirurgici di cui sopra sono alti e corrispondono allo stipendio di un chirurgo - ricercatore.

L'Associazione internazionale delle Banche di Tessuti, AATB

È un'organizzazione professionale che ha lo scopo di rappresentare e supportare i propri membri nel fornire linee guida per la pratica del trattamento dei tessuti.

Il loro scopo è quello di procurare, trattare, conservare e distribuire tessuti umani per la cura diretta dei pazienti. Le Banche d'Occhi, per esempio, procurano, trattano, conservano e distribuiscono cornee in modo da permettere le migliori compatibilità tra cornea donata e corpo ricevente. Le Banche d'Ossa e le Banche di Valvole Cardiache operano con lo stesso sistema per altri tessuti.

Asterand (ex Pharmagene)

Pharmagene è la prima ditta farmaceutica che ha completamente eliminato l'uso di animali nelle proprie ricerche (nel 2005 si è fusa con Asterand).

Bob Coleman, uno dei fondatori della ditta, ha espresso alla rivista New Scientist la decisione di eliminare la sperimentazione su animali sostituendola con le più affidabili colture tissutali umane: "Crediamo che, se si vogliono sviluppare nuovi farmaci per gli uomini, allora bisogna concentrarsi sulla biologia umana e non su quella animale."

Ha creato una struttura interna che presenta una delle più grandi raccolte al mondo di tessuti umani specifici per la ricerca biomedica. Questi tessuti provengono da diverse tipologie cliniche di donatori e rappresentano tutti i principali organi del corpo umano.

Alcuni tessuti sono utilizzati nella loro forma originale mentre altri sono trattati in modo da ricavarne biomateriali come:

  • Membrane e microsomi
  • Sezioni di tessuti
  • Proteine e acidi nucleici (DNA e RNA)
  • Colture cellulari

Tutti i tessuti possono essere utili, sia tessuti sani, sia tessuti malati. I tessuti di fegato sono in assoluto i più importanti in quanto quest'organo è quello che gioca un ruolo prioritario nel metabolismo dei farmaci: gran parte delle trasformazioni chimiche che una sostanza subisce quando entra in contatto con un organismo avviene, nell'uomo, proprio nel fegato

I tessuti provengono da diverse fonti: principalmente dipartimenti di patologia di 10 dei maggiori ospedali del Regno Unito, ma anche dell'Europa del Nord e degli Stati Uniti. L'Ospedale di Peterborough è uno dei maggiori fornitori.

Le relazioni con i fornitori sono molto ben organizzate e uno staff specializzato della Pharmagene è sempre disponibile, 24 ore al giorno, 365 giorni all'anno, per ricevere e trattare i tessuti e i biomateriali in arrivo.

Tutti i tessuti:

  • sono utilizzati previo consenso informato del donatore o dei parenti
  • sono utilizzati esclusivamente a scopo di ricerca
  • non sono comprati, venduti o distribuiti a terzi in quanto Pharmagene non è una banca di tessuti
  • sono gestiti in forma anonima e vengono contrassegnati solo per le informazioni mediche senza accesso a informazioni private del donatore.

Ospedale di Peterborough, PDH

L'Ospedale di Peterborough (PDH) ha creato, da pochi anni, una Banca di Tessuti interna che gestisce circa 40 tipi di tessuti che, successivamente, vengono ceduti a 14 grosse ditte farmaceutiche e ad altre piccole ditte che effettuano sperimentazioni per conto terzi.

La maggior parte del materiale è ottenuto dagli stessi pazienti dell'ospedale. Il dipartimento di isto-patologia, nel quale è situata la Banca, organizza una lista settimanale di ciascuna operazione e valuta quali possibilità ci siano di procurarsi tessuti umani, dai resti di piccole operazioni chirurgiche o biopsie fino alle amputazioni di arti. Successivamente un'infermiera spiega le implicazioni etiche e legali della donazione dei tessuti e la propone al paziente. Dato che l'unica alternativa per molti di questi tessuti è quella di diventare soltanto uno scarto da smaltire, raramente ottengono un rifiuto da parte del paziente.

L'Associazione delle Banche di Tessuti, AATB, era inizialmente preoccupata che questa procedura potesse, in qualche modo, "rubare" organi da utilizzare per trapianti.

Questa preoccupazione non esiste più in quanto si è visto che, tramite la creazione di liste di priorità e anche solo per la diversa tipologia di tessuti cercati, non esiste alcuna forma di concorrenza.

Il Dr. Hadwen Trust

Il Dr Hadwen Trust finanzia ricerche riguardanti problemi come tumori, malattie cardiache, meningite e morbo di Alzheimer. Nessuna delle ricerche fa uso di animali o di tessuti di origine animale e la maggior parte fa uso di tessuti umani. Il loro motto, presente nel loro sito internet, è: "Attraverso lo sviluppo e la promozione di tecniche più compassionevoli, i nostri progetti di ricerca potranno salvare migliaia di animali dalla futura sofferenza nei laboratori e allo stesso tempo fornire un vitale contributo nella battaglia contro queste orribili malattie. Ci stiamo dedicando a salvare vite domani senza rubare vite oggi."

Il Lord Dowding Fund for Humane Research

Gli obiettivi del Lord Dowding Fund for Humane Research sono quelli di supportare e finanziare la ricerca medico-scientifica per la cura di malattie attualmente non curabili; di promuovere metodi e tecniche di insegnamento; di sviluppare tecniche chirurgiche.

Fondato nel 1973, ha finora supportato ricerche di microchirurgia, test di tossicità, cura di diverse tipologie di tumore, morbo di Parkinson, schizofrenia, cataratta, danni celebrali, sviluppo di colture cellulari, studi al computer di nuovi farmaci, biotecnologia, metodi di insegnamento dal livello di scuola superiore fino al livello universitario.

Nessuna delle ricerche finanziate fa uso di animali.

Il Lord Dowding Fund for Humane Research è uno dei principali finanziatori della Banca dei Tessuti Umani del Regno Unito, UKHTB.

Network Europeo delle Banche di Tessuti Umani

Nel marzo 2002 si è tenuto a Levi, in Finlandia, il primo meeting non ufficiale di vari rappresentanti di istituti coinvolti direttamente o indirettamente nell'utilizzo di tessuti umani.

21 partecipanti di 7 nazioni europee hanno presentato il proprio lavoro cercando di continuare un progetto, nato nel 1998, di coordinamento fra i diversi gruppi, un vero e proprio Network Europeo delle Banche di Tessuti Umani.

Oltre ai già citati Banca dei Tessuti Umani del Regno Unito, Pharmagene e Ospedale di Peterborough, erano presenti:

  • Il Laboratorio di Chirurgia Sperimentale di Strasburgo, Francia.
  • Rappresentanti del gruppo FRAME che finanzia ricerche che possano Ridurre, Raffinare o Rimpiazzare (le famose 3R) l'uso di animali nella ricerca biomedica
  • L'Istituto svedese Astra-Zeneca
  • Il Dipartimento di Patologia dell'Ospedale Universitario di Tampere, Finlandia
  • Il Servizio Trasfusionale della Croce Rossa Finlandese
  • La ditta finlandese Orion Pharma
  • La Facoltà di Medicina e Farmacia di Besancon, Francia
  • La Banca del Cervello Danese
  • Il Dipartimento di Neurologia dell'Università di Tartu, Estonia
  • Il Centro di Ricerca sulle Cellule Epatiche di Rergensburg, Germania
  • Il Centro Olandese per le Alternative all'uso di Animali
  • L'Istituto tedesco DIZG per la sostituzione dell'uso di animali con colture cellulari e tissutali
  • La Scuola Medica dell'Università di Tampere, Finlandia
  • La ditta tedesca Europroteone AG

    Questo coordinamento è, a tutt'oggi, ancora in una stato embrionale ma dimostra l'interesse sempre crescente della comunità scientifica verso l'utilizzo di tessuti umani per lo studio, la diagnosi, l'osservazione e la cura delle principali malattie ancora incurabili.

    In molti degli istituti citati sono già disponibili Banche di Tessuti. Si nota inoltre chiaramente come il sud dell'Europa, Svizzera compresa, stia rischiando di rimanere indietro e tagliato fuori da uno dei più importanti passi in avanti mai compiuti nella ricerca medica.

    Il Centro ECVAM

    Il centro Ecvam (Centro Europeo per la Validazione delle Metodologie Alternative) è stato creato nell'ottobre del 1991 da una Commissione del Parlamento Europeo con l'obiettivo di sviluppare e di validare ufficialmente metodi alternativi all'uso di animali nella sperimentazione.

    La validazione ufficiale consiste nel riconoscimento a livello internazionale della validità dei metodi alternativi. Nel 1992 è diventato ufficialmente operativo come unità del Centro Comune di Ricerca che ha sede a Ispra (Varese), in Italia.

    Il centro ECVAM è l'unico centro autorizzato a validare metodologie alternative all'uso di animali; l'unico centro che, nel momento in cui giudica valido un metodo alternativo, impone le necessarie modifiche legislative per la sostituzione delle corrispondenti prove su animali. I doveri del centro Ecvam sono:

    1. Coordinare la validazione dei metodi alternativi a livello Europeo.
    2. Agire come punto focale nello scambio di informazioni sullo sviluppo dei metodi alternativi.
    3. Creare, sviluppare e aggiornare una banca dati sui metodi alternativi
    4. Promuovere il dialogo fra i legislatori, le industrie, gli scienziati, le organizzazioni dei consumatori e i gruppi per la protezione degli animali.

    Disponibilità di Tessuti Umani per la Ricerca Biomedica (primo Workshop ECVAM sull'argomento)

    Il primo workshop ECVAM sui tessuti umani si è tenuto nel maggio 1998 nel Regno Unito e ha visto l'adesione di 20 partecipanti di 6 diverse nazioni.

    I due chairman del workshop erano il dr. Robert Anderson (Istituto Internazionale per l'Avanzamento della Medicina, Regno Unito) e il dr. Michael O'Hare (Laboratorio per il Tumore al Seno LICR/UCL, Regno Unito).

    Lo scopo principale del workshop era di formulare delle linee guida per facilitare un uso sicuro, etico e scientificamente valido dei tessuti umani nella ricerca.

    I punti principali emersi nel workshop sono:

    1. esistono difficoltà nell'estrapolare all'uomo i risultati ottenuti su animali
    2. risulta quindi necessario sostituire i test su animali con metodologie sostitutive non solo per un discorso etico ma anche per una necessità prettamente scientifica
    3. di tutti i metodi scientifici che non fanno uso di animali, i più importanti e rilevanti da un punto di vista scientifico sono i metodi che fanno uso di tessuti umani.

    Dal 1998 possiamo quindi considerare l'utilizzo di tessuti umani come ufficialmente validato e necessario per lo sviluppo della ricerca biomedica, per lo studio delle patologie incurabili, per lo sviluppo di terapie, per lo sviluppo di migliori metodi per la valutazione della pericolosità delle 200-300 sostanze chimiche nuove che entrano a contatto con l'uomo ogni anno.

    Il problema quindi non è scientifico, non è stabilire se l'uso di tessuti umani sia valido o meno, ma è organizzativo: è difficile procurarseli.

    Le conclusioni del workshop sono state riassunte e schematizzate tenendo conto di diversi aspetti.

    Aspetto generale

    • I tessuti umani devono essere considerati come una risorsa preziosa, da utilizzare con cura e rispetto.

    Aspetti etici e legali.

    • Il principio fondamentale nell'ottenere il consenso a donare tessuti deve essere basato sulla esplicita volontà del donatore.
    • Una risposta positiva alla richiesta di donazione di tessuti da parte del donatore o dei parenti del donatore deve essere considerata un atto di altruismo e non deve essere ottenuta in cambio di soldi o regali.
    • Nella collaborazione fra ricercatori e chirurghi/patologi, le banche di tessuti devono essere considerate il metodo principale per la distribuzione dei tessuti umani.
    • La diffusione di informazioni sull'importanza dell'utilizzo di tessuti umani a scopo di ricerca deve essere effettuata sia per il pubblico in generale, sia per gli specialisti di chirurgia/patologia.
    Aspetto sicurezza

    • Il tessuto umano deve essere trattato come biomateriale speciale e deve essere maneggiato solo con adeguate protezioni e personale opportunamente addestrato.
    • Per evitare contaminazioni nei laboratori, che possono compromettere la sicurezza, sono necessari contenitori appositi, idealmente mantenuti in un locale con accesso riservato.

    Aspetti logistici

    • Il metodo ideale per facilitare la raccolta e la distribuzione dei tessuti umani è quello di stabilire un network di Banche di Tessuti con collegamenti fra gli operatori sanitari e i ricercatori.

    Creazione di Banche di Tessuti nel Regno Unito e in molte Nazioni dell'Europa Occidentale (secondo Workshop ECVAM sull'argomento)

    Il secondo workshop ECVAM sui tessuti umani si è tenuto nel settembre 2000 nel Regno Unito e ha visto l'adesione di 22 partecipanti di 6 diverse nazioni.

    Il coordinamento del workshop è stato affidato alla Banca dei Tessuti Umani del Regno Unito, UKHTB.

    Lo scopo principale del workshop era di valutare la possibilità di creare Banche di Tessuti nelle nazioni rappresentate.

    Le due conclusioni principali sono state:

    1. l'assoluta necessità, per il miglioramento della ricerca medica, di creare il maggior numero possibile di Banche di Tessuti
    2. la necessità di creare un Network Europeo delle Banche di Tessuti Umani, descritto nel capitolo precedente, che è successivamente diventato operativo.

    La necessità di tale Network è quella di creare una maggiore "voce collettiva" a supporto delle Banche di Tessuti.

    Nonostante infatti:

    • le dichiarazioni del centro ECVAM
    • sia ormai stato dimostrato che l'uso di tessuti umani è già possibile
    • sia già stato giudicato utile e necessario per la ricerca biomedica
    • sia da considerarsi un vero e proprio obbligo per i ricercatori che utilizzano tessuti di provenienza animale in quanto, se è disponibile un metodo alternativo valido, non è possibile, per nessuna legge europea o svizzera, utilizzare e sopprimere animali

    l'utilizzo di tessuti umani non è diffuso, non è conosciuto, non è sostenuto dalla maggior parte delle ditte private, degli istituti pubblici e dei governi nazionali.

    A parte le rare eccezioni citate nel capitolo precedente, le enormi risorse costituite dai tessuti umani che potrebbero salvare sia persone malate, sia animali nei laboratori, vengono buttate via, diventano rifiuti ospedalieri, diventano un costo per la collettività.

    Quello che manca in tutte le nazioni non sono solo le Banche di Tessuti che, da sole, non modificano sostanzialmente la situazione, quello che manca dovunque è un'organizzazione nazionale che coinvolga i pazienti, i chirurghi, i patologi, le Banche di Tessuti, i ricercatori delle ditte private e degli istituti pubblici.

    La principale fonte di biomateriali della ricerca medica viene, attualmente, buttata via. È attualmente considerata rifiuto speciale ospedaliero che deve essere trasportato, trattato e smaltito a spese della collettività, sia in termini economici sia sanitari.

    Il progetto italiano

    Il progetto italiano sulle Banche di tessuti Umani è diviso in tre parti:

    1. Analisi delle banche di tessuti già esistenti sul territorio per valutare la fattibilità del progetto anche da un punto di vista giuridico e organizzativo.
    2. Identificazione di un centro di coordinamento per la creazione e/o il supporto di banche di tessuti umani
    3. Proposte legislative

    L'Instaurarsi di un centro di coordinamento permetterà la conseguente creazione di progetti di sostegno economico alle Banche di Tessuti Umani.

    1) Analisi delle banche di tessuti già esistenti sul territorio italiano

    Euro Bio Bank

    Il primo network operativo europeo di banche biologiche, in grado, cioè, di fornire campioni biologici umani (DNA, tessuti, cellule) a scopo di ricerca sulle malattie rare.

    Si propone di promuovere i legami tra centri europei con banche biologiche, per migliorare la qualità nella pratica di banking di tessuti, DNA e cellule, e per diffondere risorse e conoscenze nell'ambito della comunità scientifica.

    Banca di tessuti e DNA da malattie neuromuscolari

    E' un progetto dell'Università di Padova - Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche (il sito è in inglese).

    Laboratorio di Biologia della Cellula Muscolare

    E' diretto dalla Dott.ssa Marina Mora - presso l'Istituto Neurologico "Carlo Besta", Via Celoria 11, 20133 Milano.

    Nel laboratorio è stata costituita da alcuni anni una banca di cellule muscolari da pazienti con patologia neuromuscolare; questa banca attualmente contiene oltre 400 linee cellulari con varia patologia muscolare.

    Il laboratorio, con la sua banca di cellule muscolari, fa parte del network di banche biologiche di DNA, cellule e tessuti umani per la ricerca sulle malattie rare sopra citato - Eurobiobank - che ha recentemente ottenuto un finanziamento dalla Comunità Europea nell'ambito del quinto programma quadro per la ricerca e lo sviluppo.

    Ospedali di Galliera - Banca genetica: DNA, cellule e tessuti

    La banca è gestita dal Centro di Genetica Umana degli Ospedali Galliera

    Banca di DNA e linee cellulari derivate da pazienti affetti da malattie genetiche

    La banca è gestita dal Laboratorio di Diagnosi pre e post-natale di Malattie Metaboliche - Istituto "G. Gaslini".

    Banca del DNA di pazienti affetti dalla malattia di parkinson, da parkinsonismi e da altri disturbi del movimento

    La banca è gestita dal Centro Parkinson e Disturbi del Movimento, Istituti Clinici di Perfezionamento.

    Banca di DNA e di tessuti muscolare e nervoso

    La banca è gestita dall'Istituto di Clinica Neurologica - Università di Milano - Ospedale Maggiore Policlinico - Centro Dino Ferrari.

    Banca di DNA e linee cellulari derivanti da pazienti con sindrome di rett o altri ritardi mentali

    La banca è gestita dal Dipartimento di Biologia Molecolare, Università di Siena (il sito è in inglese).

    Banca del DNA

    Il progetto è portato avanti dalla dott.ssa Luisa Politano, presso il Servizio di Cardiomiologia e Genetica Medica dell'Universita' degli studi di Napoli

    "Tessuti umani d'archivio" per la ricerca di una terapia contro il cancro

    Si tratta di un progetto di analisi molecolare dei tessuti tumorali archiviati da anni dagli ospedali italiani.

    I singoli frammenti di tessuti tumorali prelevati dai pazienti in seguito ad un' analisi istologica di routine, vengono inclusi in paraffina, catalogati e archiviati per anni secondo la legislatura.

    Grazie all'archivio di tessuti umani è stato possibile negli anni ricostruire l'archivio genetico di molte malattie. I frammenti di tessuto sono una fonte inesauribile di informazioni genetiche riguardanti ogni genere di tumore.

    Il dott. Stanta, dell'Istituto di Istopatologia molecolare di Trieste, lavora da quindici anni a questo progetto, partito dall'Università di Yale, con lo scopo di portare lo sviluppo dell'analisi molecolare del tessuto e quindi la terapia adatta anche negli ospedali più piccoli, per una terapia diffusa non d'elite.

    "L'analisi molecolare è un punto di partenza fondamentale per la comprensione dei meccanismi che portano allo sviluppo del tumore e la strada verso un'applicazione è molto lunga ma l'utilizzo di questi tessuti umani d'archivio- spiega Stanta- porterà a terapie personalizzate per il paziente."

    Inoltre un gruppo di ricercatori impegnati in questo tipo di analisi, cerca di utilizzare dei microsensori prodotti nell'ambito delle nanotecnologie, che offrano risultati riproducibili e non, come spesso accade, risultati discordanti tra i vari gruppi di ricerca.

    "Avendo a disposizione tecnologie così sensibili si potrebbero analizzare anche poche cellule nel sangue e verificare se sono tumorali o meno- aggiunge Stanta- avendo così a disposizione una diagnosi assolutamente precoce del tumore, rintracciandolo nel nostro organismo ad un livello preclinico, evitando così al paziente calvari inutili ed estenuanti con il progredire della malattia."

    Il Prof. Giorgio Stanta è Professore Associato di Anatomia Patologica, Dipartimento di Scienze Cliniche, Morfologiche e Tecnologiche, Università di Trieste; Responsabile del Laboratorio di Istopatologia Molecolare, International Center of Genetic Engineering and Biotechnology, Trieste.

    VitroScreen S.r.l.

    VitroScreen è una società di Ricerca e Servizi dedicata allo Sviluppo ed all'impegno delle Metodologie in Vitro per l'Industria Cosmetica, Chimica e Farmaceutica. VitroScreen ha scelto di impiegare per le sue ricerche esclusivamente Tessuti Umani Ricostruiti in Vitro (Vitroscreen, P.zza Giulio Cesare, 17 - 20145 Milano)

    2) Identificazione di un centro di coordinamento per la creazione e/o il supporto di banche di tessuti umani

    E' attualmente in discussione una proposta di legge (PdL 2157, ex 5442) dal titolo "NORME PER LA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI UTILIZZATI PER FINI SCIENTIFICI O TECNOLOGICI".

    Questa proposta di legge ha come obiettivo una completa revisione delle normative attuali che regolamentano la sperimentazione animale. Testo completo, commenti e discussioni si trovano su Novivisezione.org - Nuova proposta di legge sulla vivisezione.

    Di interesse specifico per il presente progetto è l'Articolo 15: OSSERVATORIO NAZIONALE PER LA TUTELA DEGLI ANIMALI DA LABORATORIO.

    1. E' istituito presso il Ministero della Salute un Osservatorio Nazionale per la tutela degli animali da laboratorio, a seguito denominato "Osservatorio", con i seguenti compiti:

    a) proporre modifiche, integrazioni o approfondimenti della presente legge tenendo conto del progresso scientifico e dell'evoluzione delle decisioni in ambito europeo e internazionale;
    b) realizzare studi ed analisi sull'andamento della presente legge, anche con l'ausilio dei dati contenuti nella Banca Dati di cui all'articolo 16;
    c) Promuovere lo studio e la validazione dei metodi alternativi.

    Dato che l'utilizzo di tessuti umani può essere considerato come uno dei più importanti metodi alternativi all'uso di animali, riteniamo che tale osservatorio possa diventare automaticamente un centro di coordinamento per lo studio della situazione attuale e l'analisi dei punti critici di intervento per il supporto all'utilizzo di tessuti umani.

    La promozione di metodi alternativi da parte di tale Osservatorio è infatti avvantaggiata anche dal fatto che, oltre al Ministero della Salute e a rappresentanti di istituti, ditte e enti pubblici e privati, ne faranno parte associazioni animaliste e esperti in metodi alternativi.

    3) Proposte legislative

    Oltre al supporto alla sopra citata PdL 2157, ex 5442 "NORME PER LA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI UTILIZZATI PER FINI SCIENTIFICI O TECNOLOGICI", riteniamo importante seguire e supportare l'iter legislativo di un'altra proposta di legge:

    DISPOSIZIONI IN MATERIA DI DONAZIONE DEL CORPO POST MORTEM A FINI DI STUDIO E DI RICERCA SCIENTIFICA.
    C. 5083
    Attualmente in discussione alla Commissioni Affari Sociali della Camera dei Deputati ed è molto probabile che verrà ripresa in considerazione nella prossima legislatura.

    La proposta di legge ha come obiettivo di permettere ai cittadini di donare il proprio corpo post mortem affinché questo possa essere utilizzato dalle strutture sanitarie competenti per scopi di ricerca e di studio.

    Le normative attuali infatti non disciplinano tale facoltà in modo esplicito e quindi risulta necessario migliorare una serie di articoli legislativi che lasciano aperti troppi dubbi e interpretazioni troppo soggettive.

    Anche se questa proposta nasce con l'obiettivo primario di consentire agli studenti di medicina di esercitare la dissezione e di supportare la stessa ricerca scientifica, con particolare riguardo allo sviluppo di nuove tecniche chirurgiche, microscopiche e microinvasive (entrambe pratiche auspicabili in quanto possono anch'esse salvare animali) il colmare le attuali lacune legislative potrà essere utile anche per la preparazione di colture di tessuti umani.

    Conclusioni

    Siamo di fronte a una svolta.

    Siamo di fronte alla possibilità di trasformare una delle più delicate tipologie di rifiuto in uno dei maggiori strumenti per la ricerca medica.

    In un unico progetto è possibile:

    • Salvare 200.000 animali l'anno e ridurre del 15-20% l'utilizzo di animali a scopo sperimentale.
    • Migliorare la ricerca biomedica.
    • Migliorare la collaborazione fra gli specialisti che lavorano direttamente sul malato e i ricercatori che lavorano principalmente in laboratorio.

    Da una parte, grazie a precedenti sia internazionali che nazionali, si può dimostrare che creare, gestire e usare le banche di tessuti umani è possibile; dall'altra però, in Italia, non vengono raccolti i dati sull'utilizzo di animali per questa tipologia di sperimentazione.

    Il presente progetto si basa quindi su:

    • supportare la proposta di legge 2157 (ex 5442) che contiene l'inserimento degli animali uccisi per la preparazione di colture di tessuti nella raccolta dati ministeriale, l'informatizzazione del sistema di raccolta dati e la creazione del suddetto osservatorio;
    • supportare la creazione veloce dell'osservatorio con la presenza di esperti di metodi alternativi e animalisti;
    • valutare, organizzare e proporre caso per caso la sostituzione dell'uccisione di animali con la creazione e/o l'utilizzo di banche di tessuti umani;
    • fornire supporto economico nei casi in cui questo possa velocizzare la sostituzione dell'uso di animali.

    Il motivo principale per cui progetti simili non sono mai stati avviati in maniera completa all'estero è dato dal fatto che un argomento così complesso come quello dell'utilizzo di tessuti umani deve essere affrontato a livello multidisciplinare e tenendo conto dei vari aspetti connessi:

    • dal punto di vista legislativo è necessario preparare una normativa che tuteli gli operatori sanitari e i ricercatori;
    • dal punto di vista sociale è necessario far capire che l'utilizzo di tessuti umani per la ricerca non si pone mai in concorrenza con le donazioni di organi a scopo di trapianto;
    • dal punto di vista organizzativo occorre creare un centro che possa raggruppare e catalogare i fornitori di tessuti e gli utilizzatori.
    • dal punto di vista scientifico è ormai accettato dalla comunità scientifica internazionale che l'utilizzo di organi, tessuti e cellule umane può dare un enorme contributo alla ricerca medica.

    Questo progetto è stato preparato tenendo conto dei fallimenti e dei successi di tentativi condotti in nazioni estere più progredite scientificamente in questo campo.

    Eliminate alcune possibilità destinate sicuramente a fallire per le difficoltà organizzative, è stato scelto il progetto che meno modificava la situazione in Italia e che si basava su strutture, istituzioni, staff e centri di ricerca già esistenti e attrezzati.

    Il progetto deve essere visto come un sistema dinamico, modificabile, che deve migliorare nel tempo e che probabilmente si svilupperà a velocità diverse:

    • alcuni centri di ricerca possono infatti diventare Banche di Tessuti in fretta e senza praticamente modificare la propria struttura interna, altri potrebbero doversi modificare parecchio e metterci molto tempo;
    • alcuni ricercatori potrebbero in poco tempo passare all'uso di tessuti umani, altri potrebbero metterci tempo prima di superare l'inerzia e la comodità logistica di usare animali.

    Non è necessario e sarebbe fallimentare proporre un progetto che impone protocolli fissi a centri e strutture diverse.

    Ogni volta che si crea una Banca di Tessuti o si instaura una collaborazione fra una Banca e un centro di ricerca si ottiene un miglioramento della ricerca biomedica e una diminuzione dell'uso di animali.

    Questo nostro progetto sulla creazione di una rete di Banche di Tessuti è una proposta, un incitamento, un cammino.

    Un cammino che vuole andare in una direzione innovativa, verso una ricerca biomedica sempre più avanzata, sempre più umana, sempre più antivivisezionista.

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  • Crimini nascosti

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    Se non hai il coraggio di guardare cosa succede nei laboratiori di vivisezione a maggior ragione:

    Aiutaci a fermarla!