Pratica chirurgica e test su animali

Questo scritto è un estratto delle pagine 167-169 del libro (disponibile solo in inglese):
"Specious Science" di Ray Greek e Jean Swingle Greek, Ed. Continuum, Londra-New York, 2002.

La chirurgia è una pratica invasiva, e può essere causa di grossi danni se il chirurgo non è esperto. I chirurghi fanno esperienza in modo graduale, prima osservando i più esperti operare sugli esseri umani, poi operando sotto la diretta sorveglianza degli stessi esperti. Quindi, imparano "dove sta cosa", come avvengono i processi fisiologici, quali procedure funzionano meglio, e che tipo di anormalità possono sorgere... negli umani.

Alcune università obbligano ancora gli studenti dei primi due anni a frequentare il tradizionale "laboratorio dei cani". In questo laboratorio, gli studenti imparano come agiscono i farmaci sui polmoni e sul cuore, e come effettuare certi piccoli interventi come l'inserimento di una cannula endotracheale ("intubazione endotracheale") in un cane. Gli insegnanti di fisiologia, pagati per supervisionare il lavoro in laboratorio, si giustificano dicendo che non è possibile lasciare che gli studenti inseriscano la loro prima cannula endotracheale da soli in una sala del pronto soccorso. Chi mai lo permetterebbe? Ma non è questo ciò che avviene, in realtà. Gli studenti, come gli altri chirurghi interni, osservano numerose procedure di inserzione prima di provare a farne una. Quando questo accade non saranno soli ma avranno due o tre medici a supervisionare il lavoro. Solo dopo varie inserzioni supervisionate le nuove leve potranno eseguirne una da soli. Inoltre, ci sono molte differenze tra "intubare" un cane sotto anestesia ed eseguire tale operazione in un uomo sveglio, con un'anatomia diversa da quella del cane. Se si tratta l'essere umano come un cane, vi saranno serie complicazioni.

C'è una tale resistenza ad eliminare i laboratori su animali che sono stati svolti ben pochi studi in merito. Ma quelle rare volte che sono stati fatti, non sono riusciti a dimostrare alcun vantaggio portato dai laboratori su animali. Per esempio, alcuni ricercatori della Tulane University hanno esaminato il tasso di complicazioni per la procedura di colecistectomia laparoscopica, allora relativamente nuova, consistente nella rimozione della cistifellea con un endoscopio. Non c'era alcuna differenza tra la percentuale di complicazioni negli interventi di chi si era prima allenato su animali e chi non l'aveva fatto.

Oggi ci sono molti modi per far pratica chirurgica senza usare un umano o un animale vivo. La ditta Simulab Corporation di Seattle costruisce simulatori per l'insegnamento di tecniche di laparoscopia. Fabbricano anche simulatori per far pratica di inserzione di cannule endotracheali, di tracheotomia, di pericardiocentesi e di lavaggio peritoneale, completo di tessuto sanguinante. I medici spesso fanno pratica sugli animali per curare i traumi più gravi, come ferite d'arma da fuoco, gravi incidenti automobilistici, e così via. Anche a causa del costo degli animali, i corsi di Advanced Trauma Life Support (ATLS) sono molto cari. Un ospedale in Georgia ha dimezzato i suoi costi eliminando i cani dal corso e usando invece cadaveri umani. I partecipanti hanno valutato il corso come equivalente o migliore di quello che utilizza i cani. Più recentemente, alcuni studi hanno rivelato che i medici che seguono i corsi ATLS preferiscono usare cadaveri umani anziché animali. Il Maryland Shock-Trauma Institute, uno dei più grandi centri per la cura dei traumi negli Stati Uniti, usa da dieci anni cadaveri umani anziché animali vivi, con risultati e valutazioni eccellenti.

Questo non deve sorprendere. Se si vogliono operare e curare gli umani, è del tutto sensato far pratica sui cadaveri. Uno degli obiettivi primari di questo corso è insegnare ai medici ad aprire una via per l'aria in pazienti in condizioni critiche, il primo passo in qualsiasi situazione di emergenza. Per darvi un'idea di quanto i modelli animali siano inadatti, sappiate che nei gatti, usati spesso per far pratica, la cannula endotracheale si posizione, nell'animale, in direzione opposta di 180 gradi rispetto agli umani - una differenza piuttosto rilevante.

Salvatore Rocca Rossetti, chirurgo e Professore di Urologia presso l'Università di Torino, afferma che:

Nessuno è diventato chirurgo grazie alle operazioni svolte su animali. Si possono solo imparare cose sbagliate, provando sugli animali. L'ho visto accadere durante svariati decenni di professione, anche come dirigente ospedaliero. Ho eseguito decine di migliaia di operazioni sugli umani senza mai eseguirle prima su animali.

Il dottor Werner Hartinger, tedesco, si dichiara d'accordo:

L'affermazione che spesso si sente, che la sperimentazione animale è vitale per l'addestramento dei chirurghi, e che la pratica sugli animali vivi è necessaria per ottenere abilità manuale, esige una risposta. Un chirurgo acquisisce la sua esperienza di base osservando i più esperti e facendo poi da assistente al suo insegnante. In seguito, in dipendenza dall'esperienza, abilità e destrezza acquisite, partecipa all'intervento chirurgico, supervisionato dai più esperti, finché il chirurgo responsabile del suo addestramento decide di lasciarlo iniziare a operare da solo. La conoscenza specialistica in microchirurgia si ottiene allo stesso modo, perché anche l'operare al microscopio chirurgico non richiede di operare gli animali.

Pensate a dove i chirurghi potrebbero arrivare se i fondi ora destinati alla sperimentazione animale fossero invece destinati a sviluppare e usare le tecnologie per educare e allenare i futuri chirurghi. Si otterrebbero progressi enormi, progressi oggi ostacolati solo dall'ignoranza.

Crimini nascosti

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