Vivisezione: una proposta 'moderata'

di Derrick Jensen
Questo articolo è stato pubblicato, in inglese, nel numero di dicembre 2002 / gennaio 2003 di "The Ecologist", vol. 32, n. 10. Versione originale: Vivisection: A 'Moderate' Proposal


Il problema della vivisezione, sostiene Derrick Jensen, è che stiamo sperimentando sul genere sbagliato di animali.


Con gran dispiacere di molti dei miei amici, non sono irrimediabilmente contrario alla vivisezione. In effetti, la sosterrei con tutto il cuore se solo i vivisettori apportassero una piccola modifica amministrativa.

Che consiste in questo: gli scienziati dovrebbero eseguire gli esperimenti non sui nonumani ma su loro stessi e i loro colleghi. Gli scienziati continuano a ripeterci quanto siano utili gli esperimenti per la Scienza con la 'S' maiuscola, il Progresso con la 'P' maiuscola e, ovviamente, l'Uomo con la 'U' maiuscola. Se gli esperimenti sono davvero Necessari con la 'N' maiuscola, gli scienziati dovrebbero essere ben contenti di fare questo sacrificio (con la 's' minuscola) per la causa. In ogni caso, secondo nientemeno che Lord Sainsbury, il ministro britannico per la scienza e l'innovazione, sostenitore dell'ingegneria genetica e proprietario di una grossa catena di supermercati, esistono leggi severe che assicurano che gli esperimenti generalmente causino solo una sofferenza 'moderata'. Se questo fosse proprio vero, gli scienziati non dovrebbero muovere troppe obiezioni nel mettersi in gioco.

Ora, sono certo che avete individuato il problema: ci sono troppi esperimenti importanti per il numero di vivisettori esistenti. Nella sola Europa, nei laboratori viene ucciso un animale ogni tre secondi. In Gran Bretagna uno ogni 12 secondi, in Giappone uno ogni due secondi e in USA uno al secondo. Non sono certo che offrire salari molto alti basterebbe ad attirare un numero sufficiente di scienziati. Ma, niente paura, ogni problema porta con sé il seme della sua stessa soluzione. La soluzione viene dalle parole di Sainsbury, o piuttosto dalla sua esistenza: aggiungere un'altra categoria di individui proponibili per la vivisezione. Questi dovrebbero essere, ovviamente, quei politici che parlano o votano a favore della sperimentazione su animali vivi. Data l'importanza di questi esperimenti per l'intera società, dall'economia alla sicurezza nazionale ai capelli lucenti e puliti e ai nuovi cosmetici, penso che i politici sarebbero ben lieti di rendere i loro servigi al pubblico in questa maniera. Sfortunatamente, questo non risolverebbe del tutto il problema; non penso proprio che abbiamo abbastanza politici (e scommetto che non avreste mai pensato di sentire qualcuno arrivare ad affermarlo).

Mi sono dapprima trastullato con l'idea di inserire le famiglie dei vivisettori nella lista dei privilegiati, ma ho poi deciso di lasciarli da parte per il caso in cui ci fosse bisogno di "pezzi di ricambio", come li definisce, così elegantemente, la letteratura sugli xenotrapianti, per quegli umani abbastanza ricchi da potersi permettere dei donatori di organi personali. L'utilizzo delle famiglie dei vivisettori dovrebbe eliminare i problemi tecnici e morali causati dall'attuale piano di utilizzo dei maiali e dovrebbe anche portare ulteriore denaro per le corporazioni che danno lavoro ai vivisettori (questo è sempre stato il punto cruciale, no?); alcune stime danno il mercato degli organi di maiale per i trapianti verso umani a 6 miliardi di dollari l'anno, solo negli USA.

Ma abbiamo ancora un problema di numeri, vero? Troppo pochi vivisettori, troppo pochi politici. Naturalmente, gli amministratori delegati delle società che traggono profitto dalla vivisezione devono essere inseriti nella lista e in questi frangenti disperati - come potremmo vivere senza il draize test oculare? - penso proprio che dovremmo aggiungere tutti quelli che lavorano in queste società. Sicuramente gli azionisti. Specialmente gli azionisti.

Tuttavia, ho il sospetto che non ne avremmo ancora abbastanza; l'appetito della nostra cultura per soggetti cui infliggere sofferenze 'moderate' sembra insaziabile. Sentiamo il bisogno di far ingerire a forza pesticidi e prodotti per la pulizia della casa ai cani, attraverso tubi inseriti nello stomaco, e trapiantare i cuori e i fegati dei maiali nel collo dei babbuini.

Immobilizziamo scimmie, lucertole, gatti, cani, gli asportiamo la calotta cranica. Rompiamo il collo ai babbuini. Facciamo diventare i macachi tossicodipendenti da cocaina, e infliggiamo loro elettroshock. Creiamo super-virus che uccidono chiunque entri in contatto con essi. Tagliamo pezzi di cervello alle scimmie marmoset e le rendiamo stupide come gli stessi sperimentatori. Tagliamo la testa di animali vivi con le forbici, e ne studiamo il cervello. Mettiamo in freezer animali vivi e li lasciamo lì a tentare di strisciar fuori. Insegniamo agli scimpanzé il linguaggio dei segni; quando ci fanno segno che vogliono uscire, li ignoriamo e iniettiamo loro pesticidi. Separiamo le scimmie dalle madri, le infettiamo con l'HIV, inseriamo nei loro occhi dei dispositivi per tener traccia di dove guardano.

Non ci sono abbastanza amministratori delegati e azionisti. Scommetto anche in questo caso non avreste mai pensato che qualcuno potesse arrivare a questa affermazione. Ma ho un piano. Rendere obbligatoria la vivisezione per ogni essere umano che sia favorevole agli esperimenti su animali. Dopotutto, noi siamo animali. Sarebbe proprio come far parte di una giuria. Ricevete una notifica dalle autorità locali che avvisa che è arrivato il vostro turno, e tocca a voi martedì prossimo. Chiamate la sera prima per sapere se l'esperimento è stato annullato. Non lo è stato, ma fanno sapere che vogliono solo maschi. Lo siete, così vi presentate lì il giorno successivo. Dicono che testeranno su di voi il Viagra. Bene, dite. Non ne abbiamo bisogno (vi affrettate ad aggiungere) ma può davvero far male? Lo scoprirete presto. Prendete la medicina. Anziché tagliarvi il pene, come accaduto durante degli esperimenti su beagle, conigli, ratti, topi e scimmie, i vivisettori (che come minimo i testicoli non li hanno proprio, altrimenti sicuramente si rifiuterebbero di torturare gli altri) vi incidono il pene per inserire un elettrodo in un ramo del nervo pelvico. Fanno passare una scarica un minuto alla volta, causando l'erezione. Poi misurano la pressione sanguigna dell'erezione. Sperano che il Viagra sia di aiuto a mantenere l'erezione. Così sembra, ma tutti quanti lo sapevate già dai molti test precedenti. "Posso andare a casa, ora?", chiedete, il pene aperto dolorante. "Oh, ci dispiace", ci dicono. "Ci siamo dimenticati di dirvelo: dopo l'esperimento, tutti i soggetti vengono sacrificati". Non siete troppo felici di sentirlo. Ma d'accordo, potete dire mentre vi mettono l'ago fatale nel braccio. La sperimentazione animale è estremamente importante, la sofferenza solo moderata.


Derrick Jensen è l'autore di
A Language Older than Words and The Culture of Make Believe.

COSA C'E' IN UN NOME?

'Moderato', secondo il dizionario...
agg. All'interno di limiti ragionevoli; non eccessivo o estremo, non violento o soggetto a estremismi; calmo; temperato

moderato secondo il Scientific Procedures Act (1986)
I test di tossicità e molte procedure chirurgiche. I protocolli che potenzialmente possono causare una sofferenza maggiore, ma che comprendono controlli che ne minimizzano l'impatto, o che mettono fine all'esperimento prima che l'animale mostri degli effetti più gravi, possono essere classificati come 'moderati'.

Nel 2001 le statistiche dell'Home Office hanno rivelato che il 55% dei progetti di sperimentazione animale che hanno ottenuto la licenza in Gran Bretagna sono stati classificati di gravità 'moderata' (vedi sopra). Il che significa che l'anno scorso 1.412.242 animali hanno sofferto moderatamente nei laboratori britannici.

Messa in un altro modo, sono poco più della metà dei 1.655.766 topi, 489.613 ratti, 47.387 porcellini d'india, 7.124 criceti, 2.957 gerbilli, 3.053 'altri roditori', 23.356 conigli, 731 gatti, 5.460 cani beagle, 94 'altri cani', 1.039 furetti, 949 'altri carnivori', 649 'cavalli, asini e incroci di equini', 5.401 maiali, 312 capre, 10.664 pecore, 2.910 bovini, 67 cervi, 10 'altri ungulati', 1.123 scimmie marmoset e tamarin, 2.219 macachi, 776 'altri mammiferi', 110.330 palmipedi domestici, 3.780 tacchini, 1.488 quaglie, 10.007 'altri uccelli', 341 rettili, 9.648 anfibi e 170.459 pesci.

Ma cos'è accaduto a questi animali? Bene, 71.261 animali sono stati uccisi nei test di tossicità (avvelenamento); 135.839 sono stati sottoposti a test di avvelenamento per inquinanti, prodotti agrochimici, sostanze chimiche industriali, prodotti per la pulizia della casa, additivi alimentari e altre sostanze usate nel cibo; 246.844 sono stati usati per esperimenti dopo essere stati fatti nascere con "difetti genetici"; 25.043 sono stati sottoposti a iniezioni di varie sostanze nel cervello; 7.225 a esperimenti con radiazioni; e 363 sono stati sottoposti a "danni termici", o "ustionati", nel linguaggio normale. Oh, e nel 59% degli esperimenti non è stato usato alcun anestetico. Ma, alla fine, questi animali hanno veramente sofferto solo "moderatamente"? Giudicate voi. Secondo alcuni documenti riservati provenienti dall'Home Office, un programma di xenotrapianti (trapianti di organi da una specie ad un'altra) portato avanti dalla società biotecnologica Imutran, è stato assegnato alla categoria "moderato".

Durante l'esperimento, il cuore di maialini geneticamente modificati veniva trapiantato nel collo di babbuini catturati in natura. I documenti affermano che un babbuino con il cuore trapiantato fu visto in seguito stringere l'organo trapiantato, che era "gonfio e arrossato" e che "secerneva fluido giallo" per molti degli ultimi giorni della sua vita. In un altro punto del rapporto si può leggere di un "ascesso cervicale che, erodendo la vena interna giugulare, portò all'emorragia e al collasso dell'animale". O di come un babbuino "ebbe un collasso e morì a causa di una broncopolmonite". O di come cinque animali "dovettero essere uccisi a causa di una intossicazione gastrointestinale, che aveva causato una grave diarrea". C'è da chiedersi che cosa venga classificato come "grave". O no? Nel decidere se classificare questi o altri esperimenti come "non classificati", "leggeri", "moderati" o "gravi", una squadra di scienziati del governo applica una analisi costi/benefici, dove il "costo" per gli animali è pesato rispetto al "beneficio" per la scienza. Tuttavia, dei 22 scienziati che formano la squadra, si è scoperto che 17 hanno avuto delle licenze per svolgere esperimenti su animali, nel passato, il che getta l'ombra del dubbio sulla loro imparzialità.

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