Progetto REACH - perche' e come opporsi

Riassunto

In questo documento viene spiegato in cosa consiste il progetto REACH dell'Unione Europea che prevede nei prossimi anni un programma di test di tossicita' su decine di migliaia di composti chimici - test svolti su animali. Ma viene spiegato anche e soprattutto qual e' il legame tra progetti di questo genere e le associazioni ambientaliste, e perche' nella battaglia contro la vivisezione animalisti/antivivisezionisti e ambientalisti sono avversari.

In breve: le associazioni ambientaliste e per la tutela dei consumatori fanno pressioni sui governi nazionali e sovranazionali affinche' vengano eseguiti test sui prodotti chimici per valutarne la sicurezza su animali e ambiente; preoccupazione legittima, peccato che queste associazioni, purche' i test si facciano, sono disposte a passar sopra al fatto che vengano fatti su animali.

Il WWF in particolare tra le associazioni ambientaliste e' quella che ha la posizione piu' "scomoda": e' vero che e' ambientalista e non animalista, come associazione, ma nell'immaginario collettivo il WWF "aiuta gli animali" e quindi molti suoi soci e anche molti attivisti sono, giustamente, contrari alla vivisezione. Per continuare a mantenere i suoi soci e allo stesso tempo portare avanti le sue politiche a favore dei test su animali o indifferenti ad essi, alle sedi nazionali del WWF sparse per il mondo capita spesso di arrampicarsi sugli specchi. In Italia, in tutta Europa, negli USA.

La nostra opposizione, come antivivisezionisti, alla posizione del WWF, dunque, non e' fine a se stessa, non e' una "guerra fra poveri" (il WWF non e' povero, tra l'altro, ma gode di grande visibilita' in tutto il mondo), ma e' una battaglia importantissima, perche' molti programmi di test su un numero enorme di sostanze chimiche, nel mondo, sono sostenuti attivamente da associazioni quali il WWF, Greenpeace, gli Amici della Terra. L'opposizione antivivisezionista sarebbe molto facilitata se non esistesse questa pressione dalla parte opposta, spesso sostenuta da associazioni piu' forti (numericamente ed economicamente) di quelle antivivisezioniste. Un conto e' che queste associazioni non si occupino del problema: in questo caso nessuno andrebbe a pretendere di farle diventare antivivisezioniste. Un conto e' se invece, come accade, esse lavorano alacremente per sostenere proprio quei progetti che implicano test su animali!

Qui ci concentriamo sul progetto REACH e su come esso venga sostenuto dal WWF di tutta Europa, compresa la sede italiana. Negli scorsi anni è stato chiesto ai soci del WWF e ai suoi attivisti locali di far pressione affinche' la posizione del WWF cambi. E' stato chiesto al presidente del WWF Italia, Fulco Pratesi, personalita' di spicco, di prendere posizione pubblica contro i test su animali. Ormai però il Reach è stato approvato, e la posizione delle associazioni ambientaliste non è cambiata.

Qui rimarrà, come memoria storica, il resoconto di quel che è stato fatto per portare il WWF su posizioni antivivisezioniste, e le risposte avute.

Cosa si è chiesto di preciso al WWF? Di inserire nelle sue richieste le istanze descritte nel paragrafo "Strategie per cambiare", cioe' la completa eliminazione degli animali dai test di tossicita' e lo sviluppo e validazione delle metodologie alternative PRIMA dell'inizio della campagna di test. Qualsiasi altra posizione mandera' a morte animali. Che siano milioni o centinaia di migliaia, non cambia la nostra posizione: il numero deve essere ZERO, per ragioni etiche e per ragioni scientifiche.

Il progetto REACH dell'UE: cos'e' e cosa comporta per gli animali

Molte delle informazioni qui riportate sono tratte dal sito della BUAV, British Union for the Abolition of Vivisection - http://www.buav.org/.

Dossier completo in italiano
Si possono trovare dossier piu' approfonditi da un punto di vista scientifico su: BUAV - Campagna REACH.

La Commissione Europea ha proposto una nuova policy per i test dei prodotti chimici che implica il test su animali di migliaia di prodotti chimici gia' esistenti e in uso. Saranno usati milioni di animali in test di tossicita' crudeli e obsoleti. Saranno usati pesci, ratti, criceti, porcellini d'india, conigli e cani. Dovranno inalare sostanze tossiche, o vedersele iniettate nelle vene, o pompate nello stomaco, o spalmate sulla pelle nuda, o spruzzate negli occhi. Ai pesci, le sostanze chimiche saranno aggiunte nell'acqua in cui nuotano. Animali in gravidanza verranno avvelenati per vedere quali mutazioni si sviluppano nel feto. L'avvelenamento avra' come risultato emorragie interne, ferite, ustioni, danneggiamento di organi, tumori, spasmi muscolari, nausea, collasso, coma, e infine la morte.

La proposta di legge chiamata REACH (Registration, Evaluation and Authorisation) e' stata sviluppata come risposta alla crescente preoccupazione per i possibili rischi (per la salute umana e per l'impatto ambientale) delle sostanze chimiche immesse sul mercato prima del 1981. Prima di quell'anno, infatti, non vi era alcun obbligo legale per i produttori di testare i prodototti chimici per classificarli ed etichettarli.

Se da un lato questa preoccupazione e' legittima, dall'altro non e' con i test su animali, inaffidabili e non scientifici, che si puo' ottenere la risposta. Eppure, se questo programma di test iniziasse oggi, o al piu' presto, come auspicano i sostenitori, i test effettuati sarebbero su animali, perche' cosi' prevede la legge, e sarebbero quindi inutili per la protezione di uomo e ambiente, oltre a portare a morte milioni di animali nei laboratori. Insomma: noi, gli animali selvatici e il pianeta continueremmo a essere le vere cavie, e intanto altre inutili cavie animali moriranno in laboratorio.

I test su animali: quanti e come

Gli animali uccisi dal progetto REACH saranno milioni; un rapporto del Dipartimento per l'Ambiente del Regno Unito (IEH [2001] Testing Requirements for Proposals under the EC White Paper. Leicester, UK. Institute for Environment and Health) ha calcolato che per testare 30.000 prodotti chimici servirebbero almeno 12,8 milioni di animali (se si aggiungono gli studi riproduttivi e si contano i figli che vengono fatti nascere e poi uccisi, si arriva 50,2 milioni).

I test di tossicita' consistono in pratica nel somministrate agli animali diverse quantita' di sostanza sotto test, attraverso varie vie, per capire come e per quale via avviene l'intossicazione. La nuova policy del'UE, richiede vari livelli di test, in base alla quantita' della sostanza chimica prodotta. La maggior parte dei prodotti chimici (quelli prodotti in quantita' maggiore a 10 tonnellate) richiedono massicci test su animali. Maggiore e' la quantita' prodotta, maggiore e' la quantita' di test su animali richiesta.

Questa e' la lista di tutti i possibili test su animali che potrebbero essere richiesti dal progetto REACH.

  • Tossicita' acuta
  • Irritazione della pelle
  • Irritazione oculare
  • Sensitivita' della pelle
  • Tossicita' ripetuta (28 giorni)
  • Tossicita' subcronica (90 giorni)
  • Tossicita' cronica (12 mesi)
  • Mutagenicita'
  • Tossicita' nello sviluppo
  • Tossicita' nella riproduzione su 2 generazioni
  • Carcinogenicita'
  • Tossicocinetica
  • Ecotossicita'

Per vedere in che cosa consistono questi test, leggi il dossier.

La campagna antivivisezionista

Contro il progetto REACH cosi' come sta e' iniziata fin dal 2000 una campagna portata avanti da varie associazioni antivivisezioniste europee, e sostenuta anche da quelle statunitensi.

La campagna e' consistita in controproposte portate avanti per lo piu' dalla BUAV, e descritte qui sotto, per modificare il progetto REACH in senso antivivisezionista; in proteste fatte da singoli presso i parlamentari europee, via lettere ed email; in una raccolta di firme, terminata verso la meta' del 2004.

Il progetto Reach è ormai stato approvato, ma serve ancora qualche anno affinché i test inizino davvero: la sfida sta ora nel riuscire, da parte dell'ECVAM - l'istituto europeo che ha il compito di convalidare le metodologie senza l'uso di animali -, ad approvare quanto prima test senza animali, e svilupparne il maggior numero possibile di nuovi.

Quello che chiede la campagna antivivisezionista (chiamata "Dannoso se ingerito"):

Strategie per cambiare

La sfida alla nuova policy EU non consiste solo nel sostituire test su animali antiquati e crudeli con metodi moderni e affidabili senza animali. Ci sono anche altre questioni fondamentali che vanno affrontate.

Transparenza
La lista di tutte le sostanze chimiche candidate a essere testate deve essere resa pubblica, per ogni fase del programma (per un periodo significativo prima dell'inizio dei test). Potrebbero per esempio essere pubblicate su un sito web, per consentire commenti pubblici.

Condivisione dei dati
Va imposta la condivisione dei dati tra aziende e paesi, per assicurare la disponibilita' di tutte le informazioni gia' esistenti sulle sostanze chimiche, che si trovano ora in database pubblici e privati (commerciali). Ci deve essere inoltre un coordinamento del programma di test in modo da assicurare il riutilizzo dei dati esistenti e da evitare la duplicazione di test. Le fonti di dati gia' esistenti comprendono studi epidemiologici, dati derivanti da esposizioni accidentali mantenuti in istituti di medicina forense e patologica, in centri antiveleno, in istituti per la medicina del lavoro, ecc. Negli USA un "periodo di amnistia" introdotto nel loro programma di test HPV ha portato all'inserimento in un database centralizzato di migliaia di risultati gia' esistenti. In un campione iniziale di 22 sostanze chimiche dichiarate come "mancanti di uno o piu' endpoint" dall'EPA, i gruppi animalisti sono stati in grado di dimostrare che per la maggior parte di esse in realta' erano gia' stati fatti test rilevanti. Una simile analisi nel progetto REACH potrebbe rivelare che la Commissione sta largamente sovra-stimando il cosiddetto "data-gap", che e' la principale giusitificazione del progetto stesso.

Priorita' e finanziamenti
La validazione di metodologie in vitro gia' esistenti o nuove deve essere una priorita' immediata. Nella strategia REACH occorre specificare chiaramente un obiettivo temporale entro cui la validazione di test senza animali debba essere effettuata obbligatoriamente. In parallelo, deve esserci un chiaro impegno a finanziare sia lo sviluppo che la validazione dei metodi senza animali.

Eliminazione
Vanno valutati tutti i dati gia' esistenti e va imposta subito una moratoria sulla produzione e uso delle sostanze chimiche che risultano piu' pericolose. La valutazione dovrebbe includere l'applicazione/esposizione delle sostanze, le loro proprieta' fisiche e chimiche, la loro capacita' di bioaccumulazione e di persistenza nell'ambiente. Il modo migliore per proteggere gli umani, gli animali selvatici e l'ambiente e' ridurre la loro esposizione a sostanze chimiche potenzialmente pericolose che si accumulano nell'ambiente.

Test senza animali
Quando vengono richieste ulteriori informazioni su una sostanza chimica, va effettuata una batteria di test senza animali secondo una strategia a passi successivi, e, a seconda dei risultati, si devono prendere le opportune misure. Qualora, dopo aver usato tutti i metodi in vitro disponibili, una valutazione di rischio non fosse possibile per certe sostanze chimiche, qualsiasi ulteriore test andrebbe posposto, in attesa della validazione di nuovi metodi.
In sostanza, i test di tossicità basati su milioni di animali ritarderanno seriamente l'acquisizione di importanti informazioni sulla sicurezza, perché molti di questi test sono costosi, dispendiosi in termini di tempo e di dubbio valore scientifico. In attesa dei risultati dei test sugli animali (soprattutto quelli sul cancro e i difetti congeniti) che possono durare fino a 5 anni per essere completati e analizzati, l'inquinamento del suolo, dell'aria, del cibo e dell'acqua da parte dei prodotti chimici continuerà inesorabilmente. Questo è l'opposto di ciò che l'UE desidera ottenere.

Un approccio più pratico, efficiente ed umano sarebbe quello di esaminare i prodotti chimici ritenuti prioritari attraverso test rapidi e senza animali e di restringere, eliminare o imporre una moratoria sulla produzione e sull'utilizzo delle sostanze che sembrano essere tossiche. I successivi test di conferma, se necessari per alcuni tipi di tossicità, dovrebbero attendere il perfezionamento dei metodi senza animali attraverso un nuovo progetto di ricerca che potrebbe essere lanciata dall'UE.

La posizione del WWF nel mondo

In USA, a partire dalla primavera del 2000, c'e' una forte contrapposizione tra PETA (Persone per un Trattamento Etico degli Animali) e WWF, in quanto il primo spinge l'EPA (l'Agenzia di Protezione Ambientale) per una politica di test senza animali e lo sviluppo di metodi alternativi, mentre il secondo spinge per iniziare al piu' presto un programma di test chiamato "Endocrine Disruptor Screening Program". La storia di questa contrapposizione, raccontata in dettaglio sul sito wickedwildlifefund.com illustra benissimo la posizione del WWF. E' chiaro che il WWF concorda con la posizione dominante dell'establishment medico scientifico: i test su animali sono un male necessario e per proteggere persone, animali selvatici, ambiente, val la pena di farli, anche se ovviamente si devono usare tutte le alternative possibili, trattare bene gli animali, i soliti bla bla che dicono sempre i vivisettori e vivisezionisti.

La PETA dunque ha creato appositamente un sito chiamato wickedwildlifefund, cioe', anziche' Fondo Mondiale per la Natura, Fondo MALVAGIO per la Natura, e ci ha messo come logo un panda morto e sanguinante. Li' c'e' tutta la storia di come il WWF USA e mondiale si sta comportando. E da li' si capisce bene il "lavoro" che il WWF da' alle associazioni contro la vivisezione, che si devono fare in quattro per arginare i danni che questa associazione fa quando fa pressione sulle agenzie per la tutela della salute e dell'ambiente chiedendo programmi che implementano test di tossicita'.

Un estratto, tradotto in italiano:

  1. il WWF USA scrive all'EPA per andar contro le istanze della PETA che chiedeva di sospendere il programma di test su animali e di sostituire questi test con metodi alternativi da sviluppare e validare al piu' presto.
  2. in Europa, il WWF sostiene il progetto REACH, sopra descritto.
  3. la PETA scrive al WWF USA chiedendogli di unirsi a loro contro i test su animali previsti dall'EPA in USA relativi al sistema endocrino.
  4. il WWF risponde "Finche' non ci saranno alternative migliori, a volte non abbiamo altra scelta che testare le sostanze chimiche su animali di laboratorio".
  5. il WWF USA chiede all'EPA di far partire un'altra serie di test, stavolta di neurotossicita'. Ancora su animali.
  6. PETA scrive ancora al WWF chiedendo di smettere di sostenere i test su animali e di unirsi a loro contro questo genere di test
  7. il WWF emana la sua "posizione ufficiale" sui test su animali - assolutamente NON antivivisezionista
  8. anche Paul mc Cartney scrive al WWF, pregandolo di rivedere la sua posizione
  9. Vengono pubblicati sulla rivista Environmental Health Perspectives i risultati di un gigantesco esperimento di avvelemento di animali, e tra i finanziatori compare il WWF
  10. Paul mc Cartney scrive di nuovo al WWF
  11. Finalmente, il WWF si decide a scrivere all'EPA riguardo ai test sul sistema endocrino rivedendo le sue posizioni, chiedendo di fare meno test, e di sviluppare prima quelli senza animali, investendo fondi su questo
  12. Il WWF cambia idea e pone fine a questo tentativo di collaborazione con la PETA perche' si sente ancora "sotto attacco" e afferma che le loro posizioni sono interpetate dalla PETA nel modo sbagliato
  13. la PETA fa ancora qualche tentativo di collaborazione, senza esito positivo.

Ci sono tutte le lettere che raccontano questa storia alla pagina: wickedwildlifefund.com/petaandwwf.html

In sostanza, quel che succede sempre e' che il WWF va avanti per la sua strada preoccupandosi solo dei risultati apparenti dei programmi di test che dovrebbero "proteggere" umani e ambiente, senza considerare se questi test implicano la vivisezione (il che accade SEMPRE ogni volta che si parla di test di tossicita'), e se sono scientificamente validi. Quando viene poi attaccato dalle associazioni antivivisezioniste, si ferma o fa marcia indietro e cerca un compromesso, ma se non viene marcato stretto continua imperterrito per la sua strada incurante degli "effetti collaterali" sugli animali delle sue azioni. Non solo. Ma ostacola fortemente le campagne antivivisezioniste, sostenendo i vari programmi di test che gli antivivisezionisti cercano di contrastare proponendo alternative senza animali.

In sua difesa, il WWF dichiara che "in assenza di alternative validate ed efficaci, il WWF ritiene che un numero limitato di test su animali sia necessario per la protezione a lungo termine degli animali selvatici, le persone, la natura, in tutto il mondo". Ma non c'e' nulla di "limitato" nell'enorme numero di test su animali previsti dal progetto che il WWF sta sostenendo. Il dr. Joshua Lederberg, premio nobel per la medicina, nel 1981 ha dichiarato: "Non e' semplicemente possibile, con tutti gli animali del mondo, esaminare i prodotti chimici nel modo cieco che oggi usiamo, e raggiungere conclusioni credibili sul loro pericolo per la salute umana." Ora, piu' di 20 anni dopo, milioni di animali stanno ancora agonizzando per i test di tossicita', e non siamo piu' vicini di allora al divieto d'uso di sostanze pericolose. In effetti, nonostante l'uccisione di centinaia di migliaia di animali in crudeli test di tossicita', l'EPA, in dieci anni, non ha vietato una sola sostanza chimica!

Lo stesso comportamento si e' avuto da parte del WWF di tutto il mondo per il programma REACH. Afferma la BUAV nel suo dossier: "Anche se molte organizzazioni ambientaliste hanno molto migliorato la loro posizione sul tema dei test su animali, nessuna di quelle piu' grandi si oppone in toto ai test su animali. Se fai parte di un gruppo Ambientalista come 'Gli amici della Terra', Greenpeace o il WWF, per favore, scrivi loro per far sapere la tua opinione riguardo ai test di tossicita' sugli animali e chiedi qual e' la loro posizione in merito. Inviaci la loro risposta."

La posizione di WWF Italia

Il WWF Italia, in seguito alle pressioni di soci e attivisti di meta' novembre 2004, si e' sentito obbligato a esporre la sua posizione in merito ai test su animali. Vediamo punto per punto la replica alle affermazioni in parte imprecise, in parte volutamente mistificatorie, e come tali insultanti, della sede centrale del WWF Italia. Leggi la risposta punto per punto.

Crimini nascosti

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